Antonio Campanile

FIGURAZIONI

Il triangolo. C’è figura geometrica più bella? È caratterizzato dal tre, il numero perfetto. E poi è la prima delle figure. Tutte le altre sono a esso riconducibili. Anche la circonferenza può essere vista come un insieme di infiniti triangoli equilateri, collassati in segmenti. Lo diceva Eudosso con il suo meraviglioso metodo di esaustione.

Ma qui vorrei parlare di un triangolo particolare, quello figurato. Quello i cui tre vertici sono altrettante persone. In questo caso due Lui e una Lei. Un classico.

Il primo Lui è un tipo mercuriale. Un iperattivo. Ama andare sempre avanti, senza voltarsi mai – dico mai – indietro. Sono gli altri, quelli che lo ammirano, che tendono a vedere la sua scia, talvolta luminosa, altre volte cupa e dolorosa. Il suo muoversi incessante è un dramma, perché talvolta lo si vorrebbe vedere fermo, in tutta la sua avvenenza. Realizzerebbe quanto disse invano Goethe: “Fermati attimo, sei così bello!”. Ma lui non si ferma, no. Proprio non ce la fa. È nella sua natura.

Il secondo Lui è invece una formichina. Ama starsene in disparte. All’ombra e nel silenzio. Ma è un pozzo senza fondo di emozioni, quelle che non appaiono se non quando il vulcano esplode. La sua caratteristica principale è quella di collezionare. Di tutto. Mette da parte ogni cosa che lo colpisce, che tocca il suo sentire. Il resto è solo come il passaggio fugace di cose nella memoria a breve termine, quella che invece oggi sembra essere il nuovo dio, l’effimero onnipresente.

E infine c’è Lei. Come definirla? Se non fosse uno stereotipo sarebbe la farfalla l’essere che racchiude in sé le sue caratteristiche. La levità, la leggiadria, l’iridescenza dei suoi colori. Lei sprizza felicità e inonda di luce ogni suo passaggio. Sia il primo che il secondo Lui ne sono innamorati pazzi, e le fanno una corte senza tregua.

Eppure il loro triangolo è una meraviglia da vedere. Non è mai uguale a se stesso, perché Lei talvolta si avvicina al primo Lui, talaltra al secondo. Così il triangolo assume tutte le infinite forme che la geometria dei rapporti umani gli consente. Guai se Lei si congiungesse con uno dei due lasciando l’altro. Il triangolo diverrebbe una linea piatta, come il tragico finale del film “Jules e Jim”.

Ora devo svelare i nomi dei tre protagonisti. Il primo Lui si chiama Tempo. Il secondo si chiama Ricordo. Lei è Fantasia.

“Che storia è mai questa?”, si chiederà il lettore paziente, arrivato fino a questo punto.

È la storia dei miei racconti, i miei triangoli figurati.


ANTONIO CAMPANILE (Mola di Bari, 1958). Laureato in Informatica discutendo una tesi di Intelligenza Artificiale sul gioco degli scacchi, di cui è giocatore con il titolo di Maestro, ha lavorato per sei anni in una Software House del gruppo Olivetti, quattro dei quali trascorsi a Ivrea quale consulente software nel settore Marketing. È attualmente docente di Matematica Applicata in un Istituto Tecnico Economico. Nel 2004 ha pubblicato il suo primo libro di racconti, Coriandolando.


5 libri preferiti:

Don Chisciotte della Mancia, di Miguel De Cervantes

Moby Dick, di Herman Melville

Poesie, di Emily Dickinson

Diario 1941-1943, di Etty Hillesum

La provincia dell’uomo, di Elias Canetti

Città preferita: La prossima città d’arte da visitare.

Citazione preferita: “La tua virtù è tale, tale il piacere sperato dalla tua dolce amicizia, da farmi piegare lo spirito ad ogni fatica, e da indurmi a vegliare le notti serene. E tento per te di comporre parole, un canto, che sia come una chiara luce, da spandere nella tua mente, sì che tu possa a fondo vedere le cose nascoste”. LUCREZIO – De rerum natura

 

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