Nicola Lofoco

Al Qaeda VS Isis

Nel suo nuovo saggio Nicola Lofoco fa il punto sulla lotta interna al mondo del fondamentalismo islamico.

Da dove nasce l’esigenza di questo saggio?

Nasce dall’esigenza sul fare chiarezza, ancora una volta, sul complesso tema inerente al terrorismo internazionale. Negli ultimi anni siamo stati tutti bersagliati dalle devastanti immagini che provengono dalla guerra civile siriana, dove lo “Stato Islamico dell’Iraq e del Levante”, da tutti conosciuto come Isis. Ma è davvero importante capire e comprendere la profonda differenza che vi è tra questa nuova organizzazione e la vecchia Al Qaeda di Osama Bin Laden. Non devono essere confuse tra loro, perché agiscono con obiettivi e scopi totalmente diversi l’uno dall’altro.

Qual è la reale posta in gioco?

Non è solo in gioco la nostra sicurezza in questo preciso momento storico. Sono anche in ballo i rapporti diplomatici complessivi tra Oriente e Occidente, che il terrorismo sta cercando in ogni modo di minare. Al tempo stesso tutti noi occidentali dovremmo seriamente riflettere non solo sulle nostre colpe, ma anche sulle “amicizie” pericolose con nazioni come Arabia Saudita e Qatar che finanziano i gruppi legati al radicalismo islamico. Sono temi delicati, da affrontare con serietà e non con superficialità, come purtroppo viene fatto troppo spesso.

In breve, quali sono le differenze sostanziali tra Al Qaeda e Isis?

Al Qaeda era nata per colpire gli “usurpatori della terra santa dell’Islam”, come principalmente erano stati, secondo la visione di Osama Bin Laden, gli Stati Uniti d’America. Ma non aveva mai pianificato, in alcun modo, il ritorno a una grande nazione islamica retta da un nuovo califfato. L’Isis, invece, fonda la sua azione sulla costruzione di un vero e proprio Stato abusivo e terrorista, fondando anche la sua azione sullo sterminio dei musulmani sciiti, i loro principali nemici. Un elemento peculiare che era totalmente assente in Al Qaeda. Siamo di fronte a un pericolo ancor più temibile e violento rispetto alla fazione qaedista.

Che ruolo hanno in questo scenario la Russia e gli Stati Uniti? Con Trump cosa cambia?

Indubbiamente le due superpotenze mondiali hanno avuto delle fortissime divergenze sulla crisi siriana, che è stata all’origine delle fortune dell’Isis. Esistono indubbiamente ancora profonde divisioni geopolitiche tra la Russia e gli Stati Uniti che hanno fatto tornare indietro le lancette dell’orologio riportandolo ai tempi della guerra fredda. Con la nuova presidenza americana di Donald Trump ci dovrebbe essere un riavvicinamento della due nazioni a scapito dell’Unione Europea. Ma siamo ancora in fase embrionale per dare dei giudizi complessivi.

Che ruolo può avere invece l’Europa? Quali minacce la attendono dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles? L’Italia è sotto tiro? Rischia davvero?

Dopo gli attentati degli ultimi anni in Francia, Belgio e Germania non vi è ombra di dubbio che l’Europa sia l’obiettivo primario degli attacchi delle fazione radicalista di Al Baghdadi. Anche in futuro, nel vecchio continente, si farebbe bene ad alzare la guardia e ad aumentare le misure anti-terrorismo. L’Italia, per ora, è rimasta al riparo dagli attentati anche per merito della nostra intelligence, che ha lavorato bene sino ad ora. Ma deve tenere anch’essa sempre bene gli occhi aperti.

La comunità islamica come si schiera?

Sino ad ora tutte le organizzazioni di rappresentanza musulmana hanno sempre condannato il terrorismo, prendendone sempre bene le distanza. È stata una decisione positivissima, che può contribuire a tenere alta la distinzione tra l’Islam e i gruppi terroristici. Con la comunità islamica è necessario sempre portare avanti un serio e fecondo dialogo per promuovere la pace e la collaborazione.

Si smetterà mai di associare l’Islam al terrorismo?

Purtroppo questo è un serio e grave errore che viene commesso quando non si conosce bene la regione islamica, insieme alla sua complessità e alla sua storia. Questa inadeguata e pericolosa associazione può essere superata solo con una concreta e reale conoscenza della realtà musulmana. Insieme a questo è necessario capire con quale logica, errata e sbagliata, agiscono le fazioni legate all’integralismo islamico.

 

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