Vincenzo De Marco

Fuori dagli schemi, diretto.

Che me ne fotte della metrica, delle terzine, delle forme corrette.

Fuori, ignorante il pensiero, l’importante è che faccia entrare colui che legge in quella fottuta pagina.

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L’amicizia e la gelosia non potranno mai viaggiare nello stesso treno.

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Che sia, se non un giorno speciale, almeno uno tranquillo.

Un sorriso e accenditi di gioia, un sorriso e vestiti di giorno.

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Per me la poesia non è un concorso a premi o una vetrina illuminata a festa, ma solo un cuore che batte. E il cuore vince su tutto.

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Pensavo: ma se davvero ami scrivere, fallo.

Fallo senza remore, senza paure o complicazioni di forme.

Prendi la penna e fai scrivere il cuore.

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C’è chi si raggomitola nel cercar, assoluta, la forma.

Io raccolgo la sostanza e la faccio mia: questa per me è poesia.

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Semplice è la vita se, sorridendo quanto basta, si allieta il cuore.

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Le parole sono fondamentali, gli attimi sono particolari, i sentimenti sono… problematici!

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La differenza tra me e voi?

Io sarò sempre me e mai la fotocopia sbiadita di qualcun altro!

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Mai ci fu dimora migliore della nostra testa.

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Purtroppo o fortunatamente lo scrivere non è semplice come chiedere un caffè corretto al bar.

La penna parte e rende vivo un pensiero, solo se il cuore stimola il cervello.

Al contrario, è solo inchiostro su un foglio bianco.

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La solitudine a volte è l’amica migliore, la più fidata e autentica amica, ma non abusare mai di lei.

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La musica ha un effetto rilassante, attenua tutto e allieta le giornate.

La musica addolcisce anche i giorni più amari.

La musica. Dovrebbero per legge farla ascoltare ventiquattro ore gratis per strada, come sottofondo.

Se fosse cosi, il mondo sarebbe più pacifico e rilassato.

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Non importa il freddo fuori. È il calore dentro: è quello che conta.

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Notte di sogni e viaggi mentali.

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Ti direi mille parole, ti dedicherei tutti i miei scritti, ma basta l’averti in testa.

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Il cuore e il cervello sono in un continuo confitto d’interessi.

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L’alibi è il cuore dei vigliacchi.

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Troppo o troppo poco non importa: l’importante è esserci.

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Del mondo amo i colori e la felicità dei bambini.

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Cercate in ogni modo di non sopravvivere, ma di vivere ogni attimo, ogni momento.

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L’invidia è il respiro dei cattivi.

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La scrittura è nella vita reale, è in mezzo alla gente.

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Favoloso è cibarsi di una città assente, stanca, dormiente.

E il caldo come compagno.

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Tutto è poesia: il perdersi in una fotografia, in un libro, nel fondo di un bicchiere, nei tuoi occhi. Tutto è poesia.

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Bello è quando, dopo essere stati fuori del mondo, al tuo rientro scopri così d’incanto la bella gente.

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Le buone intenzioni inevitabilmente complicano e rovinano l’umore.

Le buone intenzioni sono una fregatura.

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Il tempo era, è e sarà molto, ma molto relativo.

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Chi non crede in se stesso non crede a nulla.

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Le etiliche sensazioni sono quelle più vere, quelle a cui credere.

Non fidarsi del sobrio pensiero: è falso.

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Il rancoroso non potrà mai far passi avanti: il rancoroso porta rancor prima a se stesso.

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Tranquillità è sublime amor di vita.

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La poesia non farà mangiare, ma sazia alla grande.

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Ridendo di gusto, ti sorride anche tutto il resto.

Ridi.

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Penso. Penso che tante volte sarebbe meglio non pensare.

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La bevuta è una terapia di gruppo composta da due elementi: il bicchiere e me.

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Un tocco di colore può alleviare un dolore.

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Il ricordo non va soffocato, ma rispettato.

Il ricordo rende vivi.

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La musica, la poesia, l’arte: sono tutti antidepressivi naturali.

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Le persone si perdono molto e si accontentano di molto poco: tempi moderni.

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Colui che non reagisce alla vita è – e sempre sarà – un vile, un vigliacco.

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La penna parte e rende vivo un pensiero, solo se il cuore stimola il cervello. Al contrario, è solo inchiostro su fondo bianco.

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Lo scrivere, come l’amare, non è cosa rara. Non è complesso, ma è solo e soltanto passione.

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Coloro che deridono l’altrui arte, non son degni d’esser chiamati uomini.

Figuriamoci artisti.

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Alcune vite le definirei vite frigide.

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Crudo, schietto, diretto e ignorante il mio pensiero, ma d’impatto e concreto.

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Il vero vostro problema: voi stessi.

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La vita può essere difficile e tortuosa, ma bella e affascinante ugualmente.

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Chi semina raccoglie, ma non avendo alcuna fretta.

Ci sono raccolti e raccolti: chi si accontenta del fiore, chi aspetta il frutto.

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Lì dentro eravamo come fratelli, ma anche Caino e Abele lo erano.

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Come un autostoppista cerco un passaggio verso la libera felicità.

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Odio le domeniche, i vestiti a festa e i pasticcini di rappresentanza.

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Fossi come voi, sarebbe tutto più facile. Resto così. Meglio.

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Oggi è uno di quei giorni, in cui solo la penna può rilassarmi. Oggi è un giorno d’inchiostro.

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L’amicizia va coltivata e molta gente tutto può fare, tranne che coltivare amicizie.

Basta elemosinare amicizie.

Le amicizie o sono a doppio senso di marcia o non hanno modo d’esistere.

Riflettete, voi che sapete riflettere. Voi che tutto sapete.

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La conversazione, il dialogo, l’ascolto, sono fondamentali. Mai essere convinti di portar verità assolute.

Sono annoiato dalla vostra viva noia.

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Il lavoro nobilita l’uomo, la schiavitù lo uccide.

E ormai non siamo più lavoratori: ormai siamo schiavi.

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E come Don Chisciotte, al mio cospetto ciminiere. E sul mio ronzino combatto le pale eoliche.

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Molte volte vorrei essere come il piccolo principe e, restando seduto, vorrei osservarvi da lassù per molte ore: per cercare di capire il perché siete così.

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Che sia un giorno d’inchiostro e fogli bianchi da riempire!

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“Giovani” vecchi e felicità “infelici”.

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Vi direi la verità e voi non mi credereste. Allora, accontentatevi di una bugia a buon fine e credeteci. Ma lo farete. Naturalmente. Ormai la bugia è santa verità.

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Vorrei ridere di gusto, ma il mio silenzio credo vi faccia ancor più rabbia.

Allora non rido.

Muto, silenziosamente vi guardo.

Poveri voi che vi consumate dentro.

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Alba di ciminiere e polveri rosse.

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Non siate mai schiavi per scelta, tanto meno per necessità. E tante volte cercate voi stessi la schiavitù.

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La terapia del dolore è il dolore stesso.

Terapia è viverlo il dolore. Solo vivendolo sulla propria pelle, si può combatterlo fino in fondo, questo fottuto dolore che, volenti o no, tutti prima o poi siamo costretti a combattere.

Quindi pronti.

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È bello farsi rapire semplicemente cosi, dal sorriso negli occhi…

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Più cresce il contraddittorio, tanto più sale in me quel desiderio forte e intenso di scrivere, sempre più grande…

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L’egoismo rende l’uomo cattivo. Lo rende cieco e avido.

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Il mio spirito vive in quei maledetti amati fogli.

Il mio cuore batte in ogni pagina, su ogni rigo.

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E poi apri le finestre e il sole illumina un sorriso…

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Aprendo un libro non troverai mai un volto, sentirai però battere un cuore…

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La poesia è rock.

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Il Mostro di rabbia & d’amore non è solo poesia operaia, dissenso e rabbia. È molto di più…

È amore, poesia visionaria, rock, amicizia: pensieri deformi e contorti, ma anche lucidi e fermi.

Il Mostro è lucida follia: è poesia e pensieri, aforismi e altro.

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E che domani sia un giorno di colori e sorrisi.

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L’emozione è carta, il cuore inchiostro…

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L’amore per una figlia è facilmente spiegabile. Il dolore, invece, il dolore per averla lontana dalle mie braccia non si può neanche immaginare.

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Siete onestamente mediocri: non è colpa vostra.

Purtroppo è la mediocrità che conta in questo porco mondo.

Viva i mediocri!

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Farò del mio corpo una tela da colorare, un quadro da completare.

Amicizia: termine poco capito ma tanto usato. L’amicizia è dare e ricevere, non: ricevere… e non dare. L’amicizia è condividere e non dividere. L’amicizia non deve pesare, ma rallegrare. L’amicizia è ricevere senza chiedere: è un trattar da principi e principesse senza nulla a pretendere.

L’amicizia è potersi sfogare senza appesantire, poter insegnare e poter imparare. È farsi bacchettare e bacchettare, senza che ci si rimanga male. L’amicizia è la prima e vera e quasi unica forma d’amore!

Amicizia: termine molto usato, ma poco capito.

Tutto il testo è… conoscenza! Ma abbiamo bisogno di amici, non di conoscenti.


Vincenzo De Marco (Grottaglie, 1976). Operaio e poeta. Con Les Flâneurs Edizioni ha partecipato all’antologia di racconti Macerie, il cui ricavato sarà devoluto alle popolazioni terremotate del Centro Italia.

 


Città preferita: Dublino a pari merito con Parigi

Citazione preferita: “Finché non diverranno coscienti della loro forza, non si ribelleranno e, finché non si ribelleranno, non diverranno coscienti della loro potenza” Orwell

Libri preferiti: 

  • Il vecchio e il mare • E. Hemingway
  • 1984 • G. Orwell
  • Il viaggio di Vittorio • E. Beretta
  • Vna vita violenta • Pasolini
  • Aforismi e magie • A. Merini
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