Yvan Argeadi e Diletta Brizzi

PER SEMPRE

«E adesso chi mi accompagnerà all’altare?» aveva domandato Persefone, guardando le sorelle con gli occhi colmi di lacrime.

«Mi dispiace, sorella, ma nostro padre è stato irremovibile. Assisterà al matrimonio dalla cima dell’Olimpo» le aveva risposto Atena, la cui fronte era imperlata di sudore: nell’Oltretomba le divinità olimpiche si indebolivano molto facilmente.

«Se vuoi ti accompagno io» le aveva proposto Afrodite.

«No sorella, tu sei la mia damigella d’onore. E non posso neanche chiederlo a mia madre Demetra, non sarebbe adatta». Persefone si mise le mani davanti al viso, stando ben attenta a non rovinare il trucco.

«Permetti a me di accompagnarti» aveva detto Ares. La dea gli sorrise radiosa.

Intanto sull’Olimpo, un acceso litigio tra il re degli dei e Demetra stava avendo luogo.

«Mai! Non darò mai il mio benestare a questa farsa!» gridò Zeus, riferendosi al matrimonio tra il fratello e la figlia.

«Sei uno sciocco, Zeus: questo è un giorno importante per lei e tu preferisci farle sentire la tua lontananza, anziché mettere da parte, per una sola volta, i vecchi rancori per il bene di nostra figlia».

Zeus, tuttavia, non sembrava voler cambiare idea.

«E va bene, se tu non vuoi venire, andrò io solamente. Tu assisterai alla cerimonia da quassù come da te stabilito, mio signore».

D’un tratto un suono di trombe attirò l’attenzione dei presenti, il matrimonio stava per avere inizio.

Ade era già dinnanzi all’altare, con Asmodeo accanto a lui.

«Siete agitato, mio signore?».

«Lo saresti anche tu, è la prima volta che mi sposo» gli rispose Ade, mordendosi il labbro inferiore per il nervosismo del momento.

La cerimonia si sarebbe svola nei Campi Elisi e vi avrebbero partecipato anche le divinità olimpiche che avrebbero avuto il coraggio di scendere negli inferi. Mentre Ares conduceva Persefone all’altare, questa alzò lo sguardo per scoprire che di fianco all’altare si trovava sua madre Demetra.

«Madre» sussurrò, mentre gli occhi si riempivano di nuovo di lacrime.

«Sei uno splendore, bambina mia…». Subito dopo si rivolse ad Ares. «Penso che da qui in poi la possa portare io» e prendendola sotto braccio, scortò Persefone accanto al suo futuro marito, congiungendo le loro mani.

Gli occhi di Ade incrociarono quelli di Persefone e subito l’agitazione che portava nel cuore si acquietò. Poi Era, la dea del matrimonio, cominciò a parlare.

«L’Olimpo è felice di celebrare questo lieto evento. Il cielo e la Terra sono chiamati come testimoni di questo sacro giuramento, affinché esso sia indissolubile e destinato a durare nell’eternità, nella buona e nella cattiva sorte. Nobile Ade, desideri prendere al tuo fianco, come tua sposa legittima, la qui presente Persefone, per donarle amore, fedeltà, sostegno finché il fato non vi separi?».

Il dio aveva ancora gli occhi fissi su quelli di Persefone e senza esitazione rispose: «io lo desidero, che l’Inferno mi sia testimone. Giuro solennemente di amare e onorare Persefone per l’eternità, col favore del cielo…». Si interruppe guardando verso l’alto e sorridendo: «o meno» aggiunse per indispettire Zeus che, sebbene non fosse fisicamente presente, stava assistendo alla cerimonia grazie a uno squarcio nel cielo creato per l’occasione. «Io ti prendo come mia legittima e unica sposa, Persefone» concluse, estraendo da una scatolina un anello con minuscole gemme blu incastonate e infilandolo nell’anulare della mano della dea.

«E ora tu, nobile Persefone. Desideri prendere al tuo fianco, come tuo sposo legittimo, il qui presente Ade, per donargli amore, fedeltà, sostegno finché il Fato non vi separi?»

Persefone sorrise radiosa.

«Non potrei chiedere di meglio». Lanciando un’occhiata ad Afrodite, questa le diede l’anello forgiato niente meno che da Efesto e impreziosito con una rosa blu e una rossa, simbolo del loro amore.

«Io Persefone prendo te, Ade, come mio legittimo e unico sposo per l’eternità». Così dicendo, gli infilò l’anello all’anulare della mano sinistra e, alzandosi sulle punte, avvicinò il viso a quello di Ade per coprirne le labbra con le sue, lasciandosi trasportare dalle emozioni.

Per sempre è il racconto spin off di Portami nel tuo inferno


15133704_10211038411907041_779423424_oYvan Argeadi, nome d’arte con cui ha scelto di essere noto nell’ambiente letterario, nasce il 25 gennaio del 1987 a Torino.

Appassionato di storia antica e miti, ha una predilizione per i popoli forti e combattivi del passato come Spartani, Vichinghi o Galli ( da cui è riuscito a rintracciare una linea di discendenza con il proprio vero cognome Lucco ).

È un amante degli shonen, del cosplay e dei videogames. Se messo davanti alla scelta tra un libro e un film tratto dal medesimo, sceglierà quest’ultimo.

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare pensando a uno scrittore infatti, non dedica molto tempo alla lettura preferendo sfruttare il tempo libero per praticare sport quotidiano di cui è patito e tenersi in movimento. Per la medesima ragione scrive a tempo perso.

Quando si dedica alla lettura però, predilige libri di natura storica e qualche volta strizzando un occhio a una scrittrice d’oltreoceano del genere erotico.

Prima di pubblicare con Les Flaneurs Edizioni ha dato alla luce tramite autopubblicazione alcuni romanzi e racconti ancora disponibili o testi di varia natura, sfruttando talvolta lo pseudonimo Argeadi, altre Pendragon.

“Portami nel tuo Inferno” è stato il primo romanzo scritto a quattro mani con la sua compagna e autrice Diletta Brizzi.

LIBRI PREFERITI

Alexandros – Valerio Massimo Manfredi

Il Flagello di Roma – Michele Gazo

Il Lupo di Sparta – Antonis Antoniadis

Il Tiranno – Valerio Massimo Manfredi

Original Sinners – Tiffany Reisz

CITAZIONE PREFERITA

“Tu perdi troppo tempo a preoccuparti di ciò che la gente pensa di te. È il nome della famiglia che sopravvive, l’unica cosa che resiste” – Tywin Lannister

CITTÀ PREFERITA

Barcellona


15086319_10211038412027044_1804689953_nDiletta Brizzi nasce a Pisa il 3 febbraio 1989. È una sognatrice e un’inguaribile romantica.

Fin da piccola ha sviluppato la sua passione per la lettura e successivamente per la scrittura, preferendo dilettarsi in tali impieghi piuttosto che uscire come i ragazzini della sua età.

Molti la chiamerebbero topo da biblioteca o nerd ma la cosa non la disturba, anzi.

I suoi generi letterari preferiti sono i romance e i fantasy specialmente retelling di favole o di antichi miti, tema di cui si è sempre interessata approfondendo in particolare modo i miti greci.

È un’amante della natura, degli animali, in special modo dei gatti dai quali è circondata, e di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese. Uno dei suoi sogni nel cassetto è proprio quello di poter andare in Giappone.

Prima di pubblicare con Les Flaneurs Edizione ha autopubblicato racconti urban fantasy dedicati agli angeli caduti.

“Portami nel tuo Inferno”, prima autopubblicato su Amazon come Take me into your Hell, è stato il primo romanzo scritto a quattro mani con Yvan Argeadi.

LIBRI PREFERITI

Amore e Psiche – Apuleio

Jane Eyre – Charlotte Brontë

Il trono di spade – George R. R. Martin

Harry Potter (tutti i libri) – J. K. Rowling

A Court of Thorn and Roses – Sarah J. Maas

CITAZIONE PREFERITA

Chi non ha paura delle mie tenebre, troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi – Friedrich Nietzsche

CITTÀ PREFERITA

Parigi

Read More