“Che cosa è l’amore?”. In questa domanda si racchiude probabilmente il senso stesso della vita. L’amore è infatti il motore del mondo, ciò che è in grado di farci toccare il cielo con un dito ma anche spingerci nel baratro più profondo. Tuttavia, una risposta definitiva ed esaustiva a questa domanda ancora non c’è. Nel corso dei secoli filosofi, letterati e persino scienziati si sono arrovellati per cercare di venirne a capo, con più o meno successo. Francesco Monteleone, nel suo libro “La fisica dell’amore”, ha provato a metterli tutti quanti insieme offrendo anche una sua personale, interessante e ironica ma al tempo stesso profonda prospettiva e interpretazione. Come nasce questo libro? “I libri nascono dai libri” ripeteva in ogni lezione universitaria l’indimenticabile prof. Arcangelo Leone De Castris. Una verità semplice e completa: bisogna leggere per mettersi nelle condizioni di scrivere. Ma questo libro non sarebbe mai esistito senza la caparbietà di Pino Gasparro che non è un critico, né uno storico della letteratura, né mio cugino, né un socio in affari. Pino (non capisco perché si fa chiamare come un arbusto sempreverde) è un uomo speciale che ama i suoi simili. Giuseppe conosceva il manoscritto e mi ha ‘costretto’ a rivederlo, a correggerlo e a sottoporlo all’editore. Senza la sua ostinazione ora non starei qui a rispondervi e non so come sdebitarmi per la sua enorme generosità. A chi si rivolge? In primis a chi non conosce la bellezza e la potenza della filosofia. Poi a tutti agli illusi o infelici, fermamente convinti che ‘amare’ e ‘saper amare’ siano la stessa cosa. Cosa è l’amore per Francesco Monteleone? Questa domanda è come dire: Wie spät ist es? che ora è? La risposta cambierà ogni momento e in ogni luogo. Ne sono convinto. Ora mi viene di dirti che l’amore è l’unica cosa che non si può togliere a nessun essere. Perciò esso è eterno e invincibile; ma mentre ti rispondo un pensiero mi ricorda che l’amore è l’unico mezzo per alleviare la solitudine esistenziale… Tra un minuto se mi riproporrai il quesito ti risponderò che l’amore è un travestito; sì, l’amore è un bisogno travestito da desiderio. Insomma, io non conosco una definizione universale. Contemplo l’amore per come si presenta nella casa dei miei genitori, in un romanzo di Amélie Nothomb o nella ‘Serenade’ di Schubert e mi viene da scrivere e questo piacere mi basta. Quali sono gli autori che ti hanno maggiormente ispirato? Io adoro Kierkegaard. Vorrei andare a portare i fiori sulla sua tomba e mettermi parlare come uno scemo di fronte a quella lapide muta. Ho letto e riletto Platone e l’elegantissimo Robert Nozick. Penso che l’analisi più profonda sul rapporto uomo-donna sia della filosofa femminista Luce Irigaray. Ma ti confesso che la maggiore ispirazione nello scrivere l’ho ricevuta dai neomelodici napoletani. Secondo me, Cupido è nato a Forcella e il napoletano è più lirico del dolce stil novoPerché leggere La fisica dell’amore? In questa “affettuosa” recensione di Dino Cassone ci sono tutte le mie reali motivazioni: “Chi ha l’onore di conoscere l’autore non può non ritrovare tra le pagine di questo libellum tutta la sua sublime ironia, il suo sarcasmo “sporco”, tutta la sua arte della metafora “spicciola”, quasi “di strada”, nobilitata dal suo acume intellettuale e dalla sua spiazzante modestia. Un genio dell’allegoria che pagina dopo pagina strappa sorrisi a cuor leggero e che, non abbiamo dubbi, se avesse calpestato il legno polveroso di un palcoscenico avrebbe strappato scroscianti applausi a scena aperta”. Chi è Francesco Monteleone a quasi 60 anni? Sono un anarchico che odia i ricchi, la ricchezza e la morte; non ho la speranza in una vita ultraterrena e non comprerò mai un disco di Mozart e Beethoven invece che i Genesis o Frank Zappa. Passeggio nei viali del Policlinico, in tutti i luoghi abbandonati e attorno agli stadi di calcio e soprattutto studio all’aria aperta. Lavoro come precario e ho una grande paura di dover affrontare la vecchiaia, ciondolando sul baratro come Alda Merini. Mi commuovono fino alle lacrime i film di Ken Loach o Stijn Coninx e quando ho sentito che la nonnina di Carmela, a metà mese, non aveva un euro per comprarsi la frutta mi è dispiaciuto di non aver strappato il cuore con le mie mani ai traditori del welfare. Cosa pensi di Les Flaneurs Edizioni? È la migliore del mondo. Gli editori che qualche volta ho incontrato erano tipografi. Vedo che ancora oggi molti di loro, se non sei famoso, ti chiedono soldi. Alessio e Bianca sono due ragazzi eccezionali; sempre sorridenti, disponibili, preparati e grandi lavoratori. In poco tempo conquisteranno il mercato nazionale e faranno un gran bene agli autori, alla lettura e alla letteratura.


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