Informare al meglio i consumatori e sfatare molti luoghi comuni sull’olio. È questo uno degli obiettivi di “”Passione oliandola. 100 domande su olio e olivo”” il nuovo libro dell’agronomo Danilo Tavano. Come nasce questo libro? Passione oliandola nasce in virtù della mia attività di divulgatore scientifico nel settore olivicolo-oleario e da anni di ricerche e studi. L’olio ricavato dalle olive, nelle sue diverse categorie merceologiche, è un alimento pressoché sempre presente nelle case degli Italiani, tuttavia il livello di conoscenza del prodotto appare deficitario. Il mio libro ha un carattere spiccatamente e orgogliosamente divulgativo, è facilmente fruibile ed è strutturato in quesiti. La prima parte del volume è suddivisa in capitoli (Tutti a tavola, Etichette e normative, L’assaggio dell’olio, Ricette con l’olio di oliva, Dalle olive all’olio), mentre la seconda parte si intitola Di tutto un po’ e affronta vari temi, finanche quelli di stretta attualità. A chi si rivolge?Passione oliandola è rivolto a tutti i consumatori di olio di oliva e si propone come un mero strumento di conoscenza fruibile anche dai non specialisti della materia. Io sono fermamente convinto che il valore di un testo sia correlato alla facilità con la quale i concetti espressi sono compresi dai lettori. L’Italia è uno dei più importanti produttori al mondo di olio. Riusciamo a sfruttare al meglio questa importante risorsa? E la Puglia? L’Italia è il Paese dell’olio in virtù della peculiare conformazione orografica e delle condizioni pedoclimatiche decisamente favorevoli allo sviluppo dell’olivicoltura. I numeri però fotografano un’Italia olivicola non in perfetta salute, perennemente in bilico tra tradizione e necessità di innovazione. Il mio personale convincimento è che tutti gli stakeholders della filiera debbano lavorare sinergicamente per superare il manicheismo dominante tra sostenitori dello status quo da una parte e innovatori dall’altra. La Puglia deve accrescere la conoscenza del prodotto implementando la divulgazione scientifica e cercando di sfruttare gli strumenti di marketing già esistenti per promuovere le produzioni di qualità. Penso, ad esempio, ai claims salutistici e nutrizionali che non sono stati mai consapevolmente utilizzati dai produttori, con evidente nocumento per l’economia del settore ma anche per i consumatori. Se si vuole differenziare il prodotto di qualità da quello di primo prezzo, assimilabile a una delle tante commodities, occorre, a mio avviso, puntare su indicazioni facoltative da apporre sull’etichetta. Quanto questo libro può aiutare i consumatori a fare scelte migliori e consapevoli? In che modo? Il mio volume si pone l’obiettivo precipuo di aiutare il consumatore a operare una corretta scelta merceologica. Oggi purtroppo con la denominazione olio extra vergine di oliva si vende non soltanto il prodotto eccellente, ma anche quello che a stento rientra nella categoria merceologica di riferimento. Il mio compito di divulgatore scientifico è quello di spiegare la qualità intrinseca del prodotto, enunciando le caratteristiche e gli attributi positivi e negativi dell’olio. Assisto quotidianamente o quasi a colossali errori di comunicazione, figli di un’inadeguata conoscenza e/o deliberata malafede. Comunicare è un mestiere difficile, farlo bene lo è ancora di più. Io voglio, attraverso Passione oliandola, spiegare ai consumatori, senza pregiudizio alcuno, perché l’olio ricavato dalle olive, nelle sue diverse varianti, è una risorsa più unica che rara nel panorama dei grassi alimentari. Sul caso Xylella qual è la tua opinione? È una vicenda intricata sulla quale, a mio avviso, si è detto e scritto di tutto e spesso anche a sproposito. L’aspetto più inquietante dell’intero affaire Xylella è la scarsa fiducia che l’opinione pubblica dimostra di provare nei confronti dei ricercatori. Siamo al punto che un’esternazione di un artista è ritenuta più attendibile di un comunicato scientifico e tutto ciò non va bene, perché la soluzione al problema può arrivare solo ed esclusivamente dalla ricerca. Secondo me la scienza viene considerata dai più come una costola delle istituzioni pubbliche che, a torto o a ragione, nel nostro Paese hanno perso gran parte della loro credibilità. I cittadini però devono ritornare a fidarsi delle istituzioni e quindi anche dei ricercatori. La sfida che abbiamo di fronte a noi è forse la più ardua degli ultimi decenni e dobbiamo mettere in campo le competenze migliori e i talenti più giovani e motivati per avere qualche chance di successo. Il tuo libro contiene anche tante gustose ricette, qual è la tua preferita? Non ne ho una in particolare, devo dire però che la mia preferenza è per le ricette semplici e quindi facilmente ripetibili. A tal proposito mi piace fare riferimento all’illustre accademico Massimo Montanari il quale afferma che la complessità non si addice alle identità culinarie. La quotidianità del mangiare si muove in spazi diversi, appunto quelli della semplicità, della ripetibilità, della condivisione collettiva. Aggiungere valore e sentimento alla banalità di una fetta di pane condita col pomodoro e l’olio extra vergine di oliva, è una forma, forse estrema, di arte e di poesia, parola di Massimo Montanari. Perché leggerePassione oliandola? Passione oliandola è un manuale divulgativo, una sorta di guida per i consumatori troppo spesso disorientati dalla nebulosa del mercato dell’olio di oliva. Ho cercato di spaziare tra tanti argomenti, arricchendo il volume con curiosità e notizie non sempre accessibili ai non addetti ai lavori. Non si tratta di voli pindarici, sono semmai differenti punti di vista sul mondo oleario. A volte basta poco per fare una scelta cum grano salis quando ci troviamo di fronte allo scaffale di un supermercato, occorre solo consapevolezza e maggiore conoscenza merceologica. Chi è Danilo Tavano? Sono un agronomo con la passione per la lettura e la scrittura. Mi piace scrivere di agricoltura e non solo. Ho una spiccata e viscerale predilezione per l’olio di oliva e per tutti i prodotti correlati. Da anni mi impegno nella divulgazione scientifica spinto dall’ambizione di colmare il gap esistente tra ricercatori e consumatori, vero e proprio vulnus del cosiddetto sistema Paese. Cosa pensi di Les Flaneurs Edizioni? Ho trovato una casa editrice a misura d’uomo con persone giovani e motivate. Nella mia vita ho riscontrato spesso l’atarassia degli uomini che pensano di sapere tutto e non sono più capaci di ascoltare gli altri. Ecco, io ho trovato presso Les Flaneurs persone che ascoltano e non potevo desiderare di meglio. Credo che le competenze di Alessio Rega, Bianca Cataldi e di tutti gli altri collaboratori, siano gravide di sicure soddisfazioni.


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