Michele Traversa presenta il suo nuovo libro, un vero e proprio viaggio intorno al mondo alla scoperta di usi e costumi lontani. Come nasce questo libro? Sono prima di tutto un giornalista e quindi mi piace raccontare storie, per giunta la mia passione è quella del viaggio che insieme alla musica, alla gastronomia e alla fotografia sono parte integrante della mia vita. Questo libro nasce, quindi, dalla mia necessità di fermare i ricordi anche per le generazioni future che penso non possano più viaggiare come in tempi passati per via del terrorismo e per la crisi economica che attanaglia tutto il mondo. A chi si rivolge? Il libro si rivolge a tutti: agli amanti del viaggio in primis, ma anche a coloro che vogliono sperimentare diversi modi di cucinare o che amano la fotografia e ancora agli appassionati di musica. Praticamente il libro lo possono leggere tutti. Qual è stato in assoluto il tuo viaggio più bello? Il viaggio che ho da poco sperimentato è quello famigliare e per quella che è stata la mia esperienza il viaggio più bello è stato in Svezia: in questo stato sono molto attenti a tutto quello che è a misura di famiglia e i prezzi sono anche molto contenuti a differenza di ciò che si pensa. Quindi lo consiglio anche a tutti i neo genitori. In quale posto non torneresti e perché? Non esiste un luogo dove non ritornerei per una seconda volta. In ogni nazione ci sono i pro e i contro, basta solo adeguarsi ed essere rispettosi del luogo che ti sta ospitando e accettare la loro cultura. Perché leggere “Il mondo visto di Traversa”? Penso sia un libro che possa dare spunti agli appassionati di viaggio, ai pugliesi e ai meridionali in generale perché ho portato i nostri usi e costumi in giro per il mondo e racchiude in un sol colpo humour, cultura, musica, gastronomia, fotografia e tante piccole curiosità che non vengono quasi mai raccontate. Chi è Michele Traversa? È un simpatico ragazzone di 100 kg che non si ferma mai… deve sempre mettersi in gioco con le sue passioni che sono il viaggio, la musica, la gastronomia e la fotografia e a quanto dicono “”i ben informati”” di tanto in tanto mettere fuori delle chicche da incastonare nella memoria di molti, il tutto senza strafare sempre in punta di piedi anche perché in giro ci sono tanti “”volponi””. Cosa pensi di Les Flaneurs Edizioni? Penso che il lavoro che sta svolgendo questa giovane casa editrice è eccelso, in quanto offre la possibilità a tanti giovani “”talenti”” di potersi esprimere, quindi: lunga vita a Les Flaneurs, al suo mentore Alessio Rega e ai vari collaboratori con in testa Michele Fanelli (talentuoso vignettista-grafico).


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