Un libro intenso, forte, profondo. “Non posso non guardarti negli occhi” di Nadia Boccacci racconta l’amore e la sua forza ma anche le difficoltà e gli ostacoli che si incontrano lungo il cammino. È un libro che parla di attese, di desideri ma anche di speranze in grado di realizzarsi. Nadia Boccacci, al suo quarto romanzo, ci racconta la sua esperienza. Come nasce questo libro? Questo libro nasce da una riflessione sugli sguardi, dalla forza della loro presenza, dal significato profondo che sottendono. Anche uno sguardo che sfugge, che si nega, vuole dirci qualcosa, come quello che ci abbraccia in un contatto oculare, manifestandosi in altro modo. A chi si rivolge? Si rivolge a chiunque creda di aver perso la speranza, a chi si sente solo, triste, incompreso. A chi teme che la vita possa essere un viaggio di sola andata, in cui nessun treno abbia la facoltà di tornare indietro. Di cosa parla? Parla di Diana e di Ugo, due giovani che si raccontano mostrando gli scheletri nell’armadio delle loro vite. E parla di Fausto, il piccolo amico che si pone fra i due protagonisti, con i suoi problemi psichici. Parla di attesa e di speranza, di dolore e di pazienza. Ma mostra anche il frutto della felicità, che troneggia luminoso in fondo al tunnel, pronto a regalarci una gioia insperata. Sei al tuo quarto romanzo, cosa rappresenta per te la scrittura? La scrittura è per me l’anticamera del benessere interiore. È un bisogno atavico, primordiale, di cui non posso fare a meno. Mi prende per mano e mi conduce in mondi paralleli che mi fanno vivere in modo più intenso. L’amore è solo un’illusione o è sempre in grado di trovare la sua strada? L’amore non è sempre uguale a se stesso, varia e si trasforma, ha mille volti e mille sfumature. Dipende dai contesti, dalle situazioni. A volte non è altro che una mera illusione, che delude e squarcia dentro. Ma in molti casi, se guidato opportunamente, credo che sia in grado di trovare la sua strada. Quali sono i tuoi modelli letterari di riferimento? Non ho precisi modelli letterari di riferimento, ma ho sempre amato leggere molto, spaziando tra narrativa, teatro, saggistica e liriche poetiche. Leggo autori del presente e del passato, puntando sempre allo spessore e alla qualità del testo. Altri progetti letterari in cantiere? Attualmente sto scrivendo il mio quinto romanzo e mi sto preparando alla stesura di un sesto, tramite incontri, interviste, approfondimenti. Chi è Nadia Boccacci? Sono una madre, un’insegnante, una scrittrice. Sono una donna fragile che sembra forte o forse una donna forte che è anche molto fragile. Cosa pensi di Les Flaneurs Edizioni? Amo molto questa casa editrice. L’ho scelta perché l’ho sentita vera, professionale e coraggiosa, non legata a fini prettamente commerciali e utilitaristici, ma forte di una sua identità.


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