È da poco in libreria Come una randagia, il nuovo romanzo della scrittrice torinese Anna Serra con prefazione di Sabrina Grementieri.

Come nasce questo libro e di cosa parla?

Come una randagia  è la storia di una ragazza come tante, che a un certo punto della sua vita incontra una donna molto diversa da lei, una clochard dal passato burrascoso che, in una lunga confessione, le racconterà la sua amara esistenza, spiegandole come si è ridotta in strada. Il personaggio della senzatetto si ispira a una persona che effettivamente incrociavo sull’autobus parecchi anni fa, quando mi recavo coi mezzi pubblici all’università. Ogni tanto saliva sul bus una anziana mendicante e i passeggeri si allontanavano da lei. Le nostre città, purtroppo, pullulano di individui così, uomini e donne che hanno perso tutto e sono finiti in strada. Soggetti invisibili che spesso ignoriamo, li guardiamo con diffidenza e quasi ci danno fastidio quando li scorgiamo sulle panchine dei parchi o fuori dalle chiese chiedendo l’elemosina.

Un altro tema importante che viene trattato nel libro è quello del terremoto. Mi hanno colpito moltissimo i racconti di coloro che hanno perso la propria casa in seguito al sisma. La nostra casa è un luogo protetto a cui tornare tutte le sere, il nostro nido costruito con sacrifici. Perderlo per una catastrofe naturale è un evento drammatico, che sconvolge e destabilizza. Fa crollare le nostre certezze, il nostro porto sicuro a cui approdare. Ho voluto dar voce a tutte le famiglie che sono rimaste senza nulla e che da anni aspettano la ricostruzione, lottando contro i tempi biblici della burocrazia.

A chi si rivolge?

A uomini e donne, a lettori e lettrici di ogni età che vorranno leggermi!

Come è nato il tuo rapporto con la scrittura?

Nasce tanti anni fa! Ero solo una ragazzina che frequentava la scuola media e grazie alla mia insegnante di lettere, una donna fantastica e appassionata del suo lavoro, ho iniziato ad apprezzare la lettura e la scrittura. I miei temi, sovente, venivano letti in classe ad alta voce, come modello, con mia grande vergogna! Diciamo che ho sempre amato la letteratura, a discapito delle materie scientifiche! Negli anni, ho sempre coltivato la scrittura, cimentandomi in racconti e partecipando a concorsi. In età adulta è arrivata la prima pubblicazione, Sospetti sul lago, una storia di violenza sulle donne. Da allora sono passati alcuni anni e sento di essere cresciuta parecchio, modificando il mio stile, rendendolo più maturo e consapevole.

Quali sono i tuoi modelli letterari di riferimento?

Per lavoro insegno spagnolo in un liceo. Ai ragazzi del triennio spiego letteratura e mi diverto un mondo! Quindi posso dire di amare la letteratura spagnola e ispanoamericana. Ma nel tempo libero prediligo la narrativa italiana contemporanea, con una preferenza per le storie scritte da donne. Mi piacciono i romanzi che parlano di emozioni, di vicende verosimili che possono capitare a ciascuno di noi.

Quali sono i tuoi cinque libri preferiti?

Urka! Domanda difficile! Posso dirti le autrici? Come già detto, negli ultimi anni mi sono dedicata a letture al femminile, ma attenzione, non si tratta di romanzi rosa, quelli non mi piacciono! Fioly Bocca e Simona Sparaco sono due scrittrici italiane affermate e i loro romanzi occupano un posto speciale nel mio cuore. Anche la scrittrice Sabrina Grementieri, che ha curato la prefazione al mio libro, ha creato storie che hanno lasciato un segno e sono entrate nella mia top ten!

Chi è Anna Serra?

È una prof di spagnolo innamorata del suo lavoro. Per me insegnare non è solo una professione che mi dà da vivere, è qualcosa di molto di più. Sono sempre stata molto ambiziosa nello studio. Da pochi mesi ho iniziato una nuova e sorprendente avventura: sono diventata mamma di una splendida bambina! La nascita di mia figlia ha ispirato diverse poesie che ho raccolto sulla mia pagina Facebook.  Ho lasciato momentaneamente la scuola per dedicarmi totalmente a lei, ma presto dovrò tornare dai miei studenti e, come tante mamme indaffarate, dovrò fare i salti mortali per conciliare gli impegni familiari con quelli lavorativi. Ma ce la farò, aiutata anche da mio marito!

Quali sono i tuoi prossimi progetti letterari?

Come una randagia è appena uscito, ma la mia mente è già in fermento, proiettata verso una nuova storia. Ho iniziato a raccogliere del materiale e delle idee. Posso anticipare che ho già scelto i nomi dei personaggi e ho già pensato a grandi linee alle loro caratteristiche, ispirandomi a storie vere. Spesso la quotidianità ci offre ricchi spunti e non è necessario andare chissà dove per attingere nuove trame, per inventare chissà cosa. E’ già tutto a portata di mano, o meglio, di penna! Basta solo ricamarci un po’ su!


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