Luciano Aprile è nato a Lecce e ha vissuto da piccolo nelle Marche e da adolescente in Sicilia, per poi far ritorno in Puglia, ad Acquaviva delle Fonti. Sostiene di aver vissuto tre vite: la prima da calciatore, in cui ha fatto della sua passione per la palla un mestiere; la seconda da professore, per trentasette anni, in cui ha dato fiato alla sua voglia innata di parlare di cose serie, nel suo caso storia e filosofia; la terza, che si appresta a vivere da quando l’hanno sbattuto in pensione, in cui spera di concretizzare la sua passione per la scrittura diventando scrittore. Ai suoi alunni diceva talvolta di avere avuto la fortuna di non aver mai lavorato ma voleva solo dire, con un paradosso, che considerava il mestiere di insegnante un’esigenza vitale, molto più che un lavoro. Qualche alunno più affettuoso gli ha dato del pazzo quando ha saputo che ha abbandonato il calcio per fare il professore. Ma non se ne è mai pentito. L’ultima ambizione, quella di scrivere, nasce dritta dritta dalla passione per la lettura. La letteratura, anzi, gli è sempre sembrata più efficace della filosofia per raccontare veramente come stanno le cose degli esseri umani.

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