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Un istituto dimenticato

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Descrizione

L’orfanotrofio Maria Cristina di Savoia appartiene a una ristretta cerchia di edifici fondamentali per ricostruire la storia architettonica (e non solo) della città di Foggia. 

Nato nel 1832 con un decreto di Ferdinando II di Borbone, l’edificio è stato demolito per volontà del Regime nel 1936: ha attraversato oltre un secolo di storia della Capitanata. Eppure, a giudicare dalla scarsità di testimonianze e documenti, si è preferito nascondere nelle pieghe della Storia la memoria di un istituto in cui i trovatelli (gli spostati, come venivano definiti nelle inchieste dell’epoca) vivevano nell’incuria, abbandonati a se stessi e al loro amaro destino.

Stefano De Vito, già autore di saggi di storia locale, ricostruisce attraverso uno scrupoloso lavoro di ricerca le travagliate vicende dell’orfanotrofio, liberandolo finalmente dall’oblio a cui sembrava essere stato irrimediabilmente condannato.

Stefano De Vito

Stefano De Vito, componente del Gruppo Giovani dell’Associazione Amici del Museo Civico di Foggia, è nato nel 1982 a Foggia, dove ha frequentato l’istituto tecnico per geometri E. Masi e successivamente si è laureato in Ingegneria meccanica presso il Politecnico di Bari, sede di Foggia. Ha iniziato la sua carriera lavorativa presso aziende del territorio, per poi trasferirsi nel nord Italia, dove tuttora vive. Non ha dimenticato la passione per la storia della sua terra e in particolare della città che lo ha visto nascere. Nel 2021 è stato pubblicato il suo primo saggio di storia locale, Foggia in cartolina.

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